Libertà per Samu

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Ore 18: Solidarietà a Samuele

Il nostro amico Samuele, militante del Coordinamento Asti-est e del movimento cittadino è stato svegliato questa mattina alle 6,30, la sua casa perquisita, portato in questura alle 8 e dopo il colloquio con i suoi avvocati Maurizio e Paola, portato in carcere a Quarto con l’accusa di “lesioni, violenza e resistenza aggravata in concorso ai danni di pubblico ufficiale”.

I fatti contestati sarebbero avvenuti a Chiomonte nel periodo maggio-dicembre 2010.
Esprimiamo la massima solidarietà a Samuele e confermiamo il nostro appoggio a tutte le iniziative del movimento NoTav. Ma non possiamo tacere la nostra preoccupazione per una operazione della procura di Torino che concorre a criminalizzare la lotta e l’autodeterminazione del popolo della vallata e soprattutto di quella parte che nel corso di questi anni ha documentato inoppugnabilmente l’inutilità sociale del progetto di alta velocità, lo spreco di risorse pubbliche che prevede, e soprattutto i rapporti autoritari che configura.
L’opposizione popolare agli interessi delle lobby economiche e finanziarie viene con questa operazione delegittimata e vengono rafforzati tutti i provvedimenti di militarizzazione della vallata già presi dagli ultimi governi.
E’ l’ennesimo avvertimento di una emergenza democratica, che fa tutt’uno con un emergenza sociale sempre più acuta, a cui dobbiamo far fronte con tutti gli argomenti e la capacità di stabilire relazioni di cui disponiamo.
Diciamo democrazia ora ! Diciamo la sovranità torni al popolo !!
Per questo e per testimoniare la massima solidarietà a Samuele convochiamo un presidio davanti al carcere di Quarto per le 18 di oggi.

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Nuova mail “Asti Social Forum”

Abbiamo creato un indirizzo e-mail astisocialforum@libero.it per poter comunicare, raccogliere idee, proposte, suggerimenti….lotte ed interagire: astisocialforum@libero.it

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14 NOVEMBRE ASSEMBLEA DEGLI INDIGNATI al DIAVOLO ROSSO

14 NOVEMBRE ASSEMBLEA DEGLI INDIGNATI

ORE 21 PRESSO DIAVOLO ROSSO
ORDINE DEL GIORNO
1) OCCUPIAMO LA CITTA’ -OCCUPY ASTI- MANIFESTAZIONE A NOVEMBRE

2) QUESTIONI URGENTI : CASA, ACQUA, TERRITORIO

3) CAMPAGNA BANDIERE NO TSO

7 novembre

Gli indignati astigiani proseguono il cammino

Seconda tappa delle assemblee degli indignati Astigiani, al Diavolo
Rosso e decisione di proseguire il cammino di indignazione collettiva.

L’assemblea degli indignati al Diavolo Rosso ha posto come primo
obiettivo quello di lavorare insieme su più piani, ripartendo dalle
pratiche dalle vite di ciascuno degli aderenti alla assemblea, cittadini
e cittadine si può lavorare insieme verso una democrazia reale, ora! Un
lavoro che parte dalla nostra città dove gli effetti della crisi si
sentono in modo forte, per passare al nostro paese e all’Europa e al
sistema mondo, sempre piu’ ostaggio di politiche schiave dei grandi
gruppi multinazionali e delle banche.
Un tempo i movimenti nella nostra città dicevano “un altro mondo è
possibile”, oggi quel grido è ancora attuale.
Siamo ancora dentro la cultura critica e le sperimentazioni di “un altro
mondo è possibile”. La differenza sta nel fatto che, a distanza di dieci
anni, la crisi del capitalismo globalizzato, che allora nel nostro Paese
era poco più che annunciata, adesso è conclamata e ci coinvolge
direttamente.
La lettera della bce al “nostro” governo (licenziamenti,
privatizzazioni, azzeramento del welfare) dovrebbe togliere ogni dubbio
sull’esproprio di sovranità e di democrazia che abbiamo dovuto subire.
Riprenderci sovranità e democrazia contro un potere dispotico e
oligarchico, è un compito che non può essere solo delegato, richiede,
come di fatto sta avvenendo, una estesa esperienza di movimento, di
democrazia diretta, di azioni che realizzino l’obiettivo, di azioni di
disobbedienza civile, di campagne che mettano in risalto gli obettivi
dell’alterrnativa per cui ci battiamo.
Una differenza che impone ai movimenti un cambio di passo o di ruolo.
Adesso, come dieci anni fa, la consapevolezza di assumere un ruolo
politico (nel senso di polis), è stato chiarito più volte nell’assemblea
questo ruolo per non confonderlo con il ruolo politico tanto deluso da
partiti e istituzioni.
Questo ruolo deve tradursi in pratica organizzata e riconoscibile.
Gli aderenti all’assemblea hanno deciso, di mettere insieme le proprie
esperienze e di accogliere le esperienze di altri cittadini, per
realizzare un vero percorso di partecipazione di movimento.
In una situazione di crisi internazionale causata da una minoranza della
popolazione, alla quale la BCE ha risposto con una lettera al nostro
paese che impone tagli alle spese sociali, alla scuola alla cultura, ai
diritti delle persone il movimento risponde con una solidarietà tra
cittadini, cercando di costruire un percorso comune dove i diritti siano
anteposti ai profitti e agli interessi delle Banche e dei gruppi finanziari.
Alle ricette che sono molto simili alle cause che hanno generato la
crisi noi rispondiamo con il mettere in comune le nostre buone pratiche
e il nostro ruolo di cittadini.
Siamo indignati di fronte a ricette che ricercano uno sviluppo
devastante, per l’ambiente, le vite delle persone a questo rispondiamo
con una difesa e valorizzazione del territorio.
Crediamo che ci siano diritti fondamentali e beni comuni che dovrebbero
essere al sicuro da interessi speculativi (il diritto alla casa,
l’ambiente, la cultura, i territori).
Anche nelle nostre città i problemi principali sono un attacco ai
diritti essenziali (scuola, casa, lavoro) complice un’amministrazione
comunale che interpreta bene i motivi per cui indignarsi a livelli piu’
globali.
Siamo indignati perché in questo modo si elimina la democrazia nei
luoghi del lavoro e si estende atutti i lavoratori il ricatto della
precarietà, e della clandestinità per i migranti, con cui negli ultimi
due decenni si sono livellate verso il basso i diritti e le condizioni
di vita di migliaia di giovani, esclusi dal sistema di welfare e da ogni
orizzonte di emancipazione.
Siamo indignati per l’orizzonte che hanno rovinato, negato a intere
generazioni, però seppur delusi sappiamo che non possono negarci un
orizzonte verso cui camminare.
Siamo indignati per la negazione di spazi liberi, per aver mercificato
tutto anche i nostri consumi,le scelte e il tempo libero a cominciare
dalla nostra città!
In questi anni ci siamo indignati per il saccheggio del territorio,
appare chiaro il filo multicolore che lega questo saccheggio ai diritti,
alla democrazia.
Filo multicolore che lega un altro motivo per resistere e indignarsi, la
guerra da sempre terribile sempre legata a interessi, ma che negli
ultimi anni ha rappresentato ancor piu’ una fonte di guadagno per grandi
compagnie, banche e investitori.
I movimenti, le associazioni che hanno condotto in modo più settoriale
queste battaglie (diritti, ambiente, pace), nella nostra città sono
stati e sono tanti, crediamo sia importante trovare un momento per
parlarsi, per vedersi per contaminarsi, per stare insieme.
Mischiare le indignazioni, le speranze le delusioni, può essere un modo
per far crescere quel bene comune che è il filo multicolore che ci lega,
l’esigenza di umanità, democrazia, partecipazione.
Seppur con difficoltà di dialogo vogliamo resistere insieme, perchè ci
indignano anche le divisioni, i silenzi, le primogeniture sul dissenso!
Siamo semplici cittadini, alcuni con storie di impegno pubblico, tutti
con un impegno e un ‘indignazione per questo sistema che ci nega democrazia.
L’appello lo rivolgiamo a tutti i cittadini, perchè ci si possa
riappropriare del futuro, perchè si possa insieme costruire democrazia
reale ora a cominciare dal modo di stare insieme.
Nelle nostre assemblee tutti hanno diritto di parola, tutti possono
partecipare per costruire un altro mondo possibile.
Per questo e per tutti i motivi che vi indignano vi invitiamo a
partecipare all’asemblea INDIGNATA al Diavolo Rosso del 14 Novembre.

Sarà un’assemblea in cui non venire ad ascoltare ricette prefatte, ma in
cui lavorare insieme per preparare insieme momenti di indignazione
collettiva a partire dall’assemblea-accampada di piazza del 26 NOVEMBRE

SIAMO INDIGNATI, COSTRUIAMO L’ALTERNATIVA.
L’appello. 7 Settembre 2011
Noi siamo indignati. Siamo indignati contro i governi europei, che
stretti tra la crisi e le politiche
liberiste e monetariste imposte dalla Bce e dall’Fmi, accettano di
essere esautorati delle funzioni
democratiche per diventare semplici amministratori dei tagli della spesa
sociale, delle privatizzazioni,
della precarizzazione del mondo del lavoro e della costruzione di opere
faraoniche, incuranti
dell’ambiente e delle popolazioni. Siamo indignati perché le classi
dirigenti continuano a proporci
l’austerity per le popolazioni, mentre le rendite e i privilegi della
finanza, dei grandi possidenti e della
politica rimangono intonse, quando non crescono.
Siamo indignati in particolare contro il governo italiano, che ha deciso
di rispondere alla crisi con una
manovra i cui contenuti cambiano di ora in ora ma i cui pilastri restano
sempre gli stessi: taglio ai
servizi, privatizzazioni, attacco ai diritti dei lavoratori.
Siamo indignati perché il governo ha deciso di abolire per decreto il
diritto del lavoro, permettendo alle
aziende di derogare ed eludere contratti e leggi, compreso l’art.18
dello Statuto dei lavoratrici e dei
lavoratori, proseguendo sulla strada della cancellazione della libertà e
della democrazia nei luoghi di
lavoro.
Siamo indignati perché in questo modo si elimina la democrazia nei
luoghi del lavoro e si estende a
tutti i lavoratori il ricatto della precarietà, e della clandestinità
per i migranti, con cui negli ultimi due
decenni si sono livellate verso il basso i diritti e le condizioni di
vita di migliaia di giovani, esclusi dal
sistema di welfare e da ogni orizzonte di emancipazione.
Siamo indignati perché poco più di 2 mesi fa abbiamo votato, insieme
alla maggioranza assoluta del
popolo italiano, per la ripubblicizzazione dell’acqua e per le energie
rinnovabili, e ora vediamo il nostro
governo riproporre esattamente le vecchie ricette basate sulla svendita
dei beni e su un modello di
sviluppo energivoro.
Siamo indignati perché si potrebbe fare altro; perché vorremmo uscire
dalla crisi attraverso un grande
processo di innovazione, attraverso al costruzione di un nuovo modello
di sviluppo che colga la sfida
della riconversione ecologica dell’economia e di uno sviluppo sociale
partecipato, basato sulla
centralità dei saperi e dell’innovazione. Invece il nostro governo
continua a impoverire la scuola
pubblica, l’università e la ricerca, ignorando i milioni di studenti,
dottorandi, precari, ricercatori che si
sono mobilitati negli scorsi mesi e preferendo ascoltare la voce delle
rendite baronali e dei profitti
aziendali.
Siamo indignati perché i governi europei inseguono il dogma del pareggio
di bilancio, cercando di far
quadrare i conti della finanza, appesi come sono ai giudizi delle
agenzie di rating o dei mercati di borsa,
invece di fare i conti con le esigenze e i bisogni dei loro cittadini.
Siamo indignati perché in questo modo non abbiamo più una reale
sovranità democratica, che è affidata
alle stesse élite finanziarie transnazionali che prima hanno generato la
crisi, poi hanno chiesto di essere
salvate dagli stati e ora vorrebbero far pagare il conto a noi,
giustificando con lo stato di necessità
dichiarato della crisi la privatizzazione della vita delle persone e
della natura.
Siamo indignati perché vediamo il serio rischio che a una vera
alternativa al governo di Berlusconi e
della Lega, si tenti di sostituire un’alternanza, fatta delle stesse
politiche con maggioranze diverse,
perché tutto cambi senza che in realtà nulla cambi.
E allora sappiamo che siamo indignati, ma indignarsi non basta.
Il cambiamento non arriverà da sé. Ce l’hanno insegnato le vicende degli
scorsi mesi: le grande
battaglie per i saperi, le lotte dei lavoratori in difesa del contratto
nazionale, i diritti e i beni comuni in
Italia, le rivolte del Mediterraneo, ora la crescita di un sentimento di
ribellione contro le manovre
finanziarie insostenibili e tutto ciò che ci viene propinato in nome
della crisi.
Noi non ci limitiamo a indignarci, ma intendiamo darci da fare. Abbiamo
in mente un mondo migliore
del loro, e siamo pronti a mobilitarci per realizzarlo. Per il 15
ottobre in tanti stanno promuovendo
appelli, discussioni pubbliche, verso la giornata internazionale United
for global change.
Noi crediamo sia necessario aprire una discussione pubblica nel paese,
tra tutti coloro che si stanno
prodigando sulla mobilitazione internazionale del 15, ma anche e
soprattutto con tutti coloro che
pagano sulla loro pelle quanto sta accadendo. Vorremmo, iniziando dalla
giornata di sciopero generale
del 6 settembre, cominciare una consultazione ampia e trasversale, che
raggiunga realtà sociali e di
lotta, forze politiche e sindacali, movimenti e singole persone, per far
sì che quella giornata sia una
grande mobilitazione di tutti per l’alternativa, condivisa e
partecipata. Consultazione che vorremmo far
proseguire con un’assemblea pubblica a Roma, sabato 24 settembre alle
ore 10. Un’occasione
importante per qualificare il profilo politico della manifestazione del
15 ottobre, ma anche per far
incontrare le tante questioni sociali che nella crisi vivono la loro
drammatizzazione. Connettere i fili
della resistenza alla crisi, per immaginare e costruire un’alternativa
politica e di sistema nell’assemblea
del 24, con la manifestazione del 15 ottobre, pensando a queste scadenze
come a un passaggio e non a
un punto d’arrivo, con passione e spirito d’innovazione.
Costruire tutti insieme una grande mobilitazione a Roma contro le
politiche di austerity, significa
immaginare e proporre per il nostro paese e per l’Europa un nuovo
modello di sviluppo basato sulla
democrazia reale, la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale.

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DOPO IL 15 OTTOBRE…. CHE FARE INSIEME?

DOPO IL 15 OTTOBRE….
CHE FARE INSIEME?
Ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le proprie capacità
LUNEDI’ 7 NOVEMBRE
ore 21 DIAVOLO ROSSO
Dopo il 15 ottobre ci siamo trovati per raccontarci…il 7 ci troveremo per mettere insieme il nostro impegno, la nostra indignazione o incazzatura e il nostro saper fare per proporre e costruire un percorso dove le nostre vite , le vite degli altri non siano consegnate a mercati e banche, dove ci riappriopriamo della politica (intesa come polis) anteponendo alla mancanza di trasparenza la partecipazione.
Il 7 sarà una prima assemblea, cui ne seguiranno delle altre per anteporre l’umano al disumano, la bellezza al consumo di suolo, i diritti al mercato!
Si parla molto di movimenti e di cosa sono, noi sappiamo che tutti insieme siamo movimento.
Sono diverse le teorie in proposito, c’è chi ritiene che il suo movimento sia l’unico degno di esistere, c’è chi ritiene che si debba lavorare su grandi battaglie in modo snello, c’è chi da solo crede di essere un movimento.
Io credo che ci siano state molte tappe significative, tanti tentativi, l’ultimo il 15 ottobre.
Sappiamo che ci siano delle forze nella nostra città piccole quanto si vuole ma vive e tanti soggetti che si muovono su istanze e iniziative che condividono.
Seppur a un’ora strana, l’iniziativa dopo il 15 ottobre è stata interessante nel metodo e nella pacatezza del dibattito.
Auspichiamo che un movimento astigiano, un gruppo di continuità sui temi debba esistere, su alcuni punti….comuni, principi di fondo.
In fondo siamo spesso le stesse persone a muoversi, sui temi….sgombrato il campo da appartenenze politiche e forse dalle questioni delle amministrative credo sia importante ritrovarsi a parlare di cosa fare dopo il 15 ottobre.
Crediamo che la prima riunione possa fare il punto della situazione, delineare una metodologia assembleare e dei punti chiave su cui ruotare un impegno comune.

Per questo motivo lanciamo per il lunedi’ un’assemblea di cittadini!

DOPO IL 15 OTTOBRE….
CHE FARE INSIEME?
LUNEDI’ 7 NOVEMBRE

Preciso che non vorremmo avere primogeniture e coordinamenti, vorremmo solo uscire da meccanismi che hanno reso troppo fratturato il movimento o i movimenti astigiani, noi persone cittadini e cittadine abbiamo fatto molto in questi anni e l’assemblea del 7 deve diventare un’occasione per stare insieme nelle differenze, sapersi valorizzare e accettare, un luogo libero dove creare insieme alternativa.

Si accetta quindi un moderatore per la serata e contributi!

UN ABBRACCIO

PS PARTECIPAZIONE APERTA Assemblea di tutti: a ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le proprie capacità

ALLEGHIAMO PIATTAFORME E CARTE DI INTENTI DI MOVIMENTO 15 OTTOBRE E ASF, DA MODIFICARE GIOCARCI…E DA CONTRIBUIRE A RENDERE ATTUALI:

Appello

Si è costituito il Coordinamento 15 ottobre, luogo aperto di tanti e plurali attori sociali impegnati a costruire la partecipazione italiana alla giornata europea ed  internazionale di mobilitazione.   La giornata del 15 vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo. Anche in Italia è già stata raccolta da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone.

 

Il Coordinamento si mette al servizio della riuscita della mobilitazione. Curerà unitariamente le caratteristiche, la logistica e l’organizzazione della manifestazione nazionale di Roma e ne definirà le sue parti comuni. Il suo obiettivo è favorire la massima inclusione, convergenza, convivenza e cooperazione delle molteplici e plurali forze sociali, reti, energie individuali e collettive che stanno preparando e prepareranno la mobilitazione con i propri appelli, le proprie alleanze, i propri contenuti.

 

CON LA RICHIESTA DI FAR CIRCOLARE IN INDIRIZZARI, MAILING LIST E NEL WEB

 

 

APPELLO

IL 15 OTTOBRE SARÀ UNA GIORNATA EUROPEA E INTERNAZIONALE DI MOBILITAZIONE

“gli esseri umani prima dei profitti, non siamo merce nelle mani di politici e banchieri,

chi pretende di governarci non ci rappresenta, l’alternativa c’è ed è nelle nostre mani, democrazia reale ora!”

Commissione Europea, governi europei, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale,  multinazionali e poteri forti ci presentano come dogmi intoccabili il pagamento del debito, il pareggio del bilancio pubblico, gli interessi dei mercati finanziari, le privatizzazioni, i tagli alla spesa, la precarizzazione del lavoro e della vita.

Sono ricette inique e sbagliate, utili a difendere rendite e privilegi, e renderci tutti schiavi. Distruggono il lavoro e i suoi diritti, i sindacati, il contratto nazionale, le pensioni, l’istruzione, la cultura, i beni comuni, il territorio, la società e le comunità, tutti i diritti garantiti dalla nostra Costituzione. Opprimono il presente di una popolazione sempre più impoverita, negano il futuro ai giovani.

Non è vero che siano scelte obbligate. Noi le rifiutiamo. Qualunque schieramento politico le voglia imporre, avrà come unico effetto un’ulteriore devastazione sociale, ambientale, democratica. Ci sono altre strade, e quelle vogliamo percorrere, riprendendoci pienamente il nostro potere di cittadinanza che è fondamento di qualunque democrazia reale.

 

Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo, così come le politiche economiche europee, continuano ad avvicinare.

Vogliamo una vera alternativa di sistema. Si deve uscire dalla crisi con il cambiamento e l’innovazione. Le risorse ci sono.

Si deve investire sulla riconversione ecologica, la giustizia sociale, l’altra economia, sui saperi, la cultura, il territorio, la partecipazione. Si deve redistribuire radicalmente la ricchezza. Vogliamo ripartire dal risultato dei referendum del 12 e 13 giugno, per restituire alle comunità i beni comuni ed il loro diritto alla partecipazione. Si devono recuperare risorse dal taglio delle spese militari. Si deve smettere di fare le guerre e bisogna accogliere i migranti.

Le alternative vanno conquistate, insieme. In Europa, in Italia, nel Mediterraneo, nel mondo. In tanti e tante, diversi e diverse, uniti. E’ il solo modo per vincere.

 

Il Coordinamento 15 ottobre, luogo di convergenza organizzativa dei soggetti sociali impegnati, invita tutti e tutte a preparare la mobilitazione e a essere in piazza a Roma, riempiendo la manifestazione con i propri appelli, con i propri contenuti, con le proprie lotte e proposte

 

PER LA NOSTRA DIGNITÀ E PER CAMBIARE DAVVERO

COORDINAMENTO 15 OTTOBRE

Abbiamo provato a rileggere la carta dell’Asti social Forum. ultima carta di intenti collettiva fatta in città:
Sicuramente è passata un bel po’ d’acqua sotto ai ponti, il periodo storico è cambiato, e il contesto sociale sono cambiati (forse) ma crediamo si tratti di un bel risultato scaturito da un impegno collettivo , si potrebbe verificare insieme cosa si puo’ mantenere e cosa invece risulta superato….

· L’ASTI SOCIAL FORUM è un cantiere aperto composto da singole persone, gruppi e

associazioni che intendono ritrovarsi per elaborare proposte e progetti ed impegnarsi in

azioni rivolte a promuovere un altro mondo, perché: un altro mondo è possibile, un’altra

Europa è possibile, un’altra Italia e possibile, un’altra città è possibile, un altro modo

di stare insieme è possibile, un altro modo di essere è possibile.

· I valori ai quali si ispira l’ASTI SOCIAL FORUM sono contenuti nella Dichiarazione

Universale dei Diritti Umani (ONU anno 1948). Tale dichiarazione è allegata a questo

documento e il Social Forum si impegna a diffonderne la conoscenza, nella convinzione che

i diritti da essa affermati siano necessari “se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a

ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro lo tirannia e l’oppressione”.

· L’ASTI SOCIAL FORUM sceglie lo forza della NONVIOLENZA, che non significa

conformismo, né acquiescenza a regole contrare ai principi generali e Istituzionali di cui alla

presente carta.

· Gli obiettivi primari dell’ Asti Social Forum sono: la difesa della democrazia, l’integrazione

sociale, lo pace, il diritto ad un tenore di vita dignitoso, la difesa della laicità della scuola e

della cultura, la salvaguardia dell’ ambiente, del lavoro e del diritto all’ abitazione. Gli

aderenti all’Asti Social Forum, pur nella diversità delle posizioni politiche, ideologiche,

religiose, si riconoscono nella convinzione che l’attuale modello di sviluppo dell’Occidente è

insostenibile per l’umanità, sia dal punto di vista della disponibilità e gestione delle risorse,

sia dal punto di vista della giustizia sociale, sia dal punto di vista del rispetto delle culture; e

che un altro mondo non potrà essere realizzato senza mettere in discussione concretamente

gli attuali modelli di sviluppo e consumo.

· L’ASTI SOCIAL FORUM fa propri i temi come l’impegno contro lo guerra, della

contraddizione di genere, le esperienze di economie “fuori mercato” propri dei movimenti

pacifisti, femministi e della militanza sociale (commercio equo, consumo consapevole,

economia sociale, ecc.) che in questi anni hanno avuto il merito di portare alla luce

convincenti chiavi di lettura dell’ordine internazionale, economico e di genere. L’Asti Social

Forum con la formula “globalizzazione dal basso” assume come propri tutti quei

comportamenti ed azioni (lotte sindacali e pratica dell’obiettivo, anche con azioni di

disubbidienza civile se necessario) che fin d’ora, promuovendo la capacità di ciascuno di

responsabilizzarsi ed agire, contrastano la caduta delle condizioni di vita e di lavoro ed

affermano una pratica della cittadinanza e dei suoi diritti.

· Uno degli obiettivi primari dell’ ASTI SOCIAL FORUM è la difesa dell’ ambiente naturale

del paesaggio e della diversità biologica, a tutela del diritto alla salute e del futuro del

pianeta e dell’umanità, anche attraverso la promozione di un utilizzo sobrio dei beni di

consumo, teso al risparmio e al riutilizzo delle risorse. L’Asti Social Forum collabora ad un

progetto di città più vivibile e solidale, a misura di tutti.

· L’ASTI SOCIAL FORUM pone in primo piano la difesa e valorizzazione delle diverse

culture esistenti, anche locali, nelle loro molteplici espressioni (lingua, religione, cultura

materiale, storia, tradizioni, ecc.); il tutto nella convinzione che il rispetto dell’esistente e

delle diversità culturali è la base per la sopravvivenza del pianeta.

· L’ASTI SOCIAL FORUM intende concretizzare le proprie azioni attraverso la

partecipazione democratica e condivisa degli aderenti, nell’ambito dei diritti e dei doveri

sanciti dall’attuale Costituzione della Repubblica italiana che si impegna a difendere, far

conoscere e promuovere.

· L’ASTI SOCIAL FORUM ritiene opportuno il sostanziale utilizzo delle risorse finanziarie

della Pubblica Amministrazione prioritariamente in progetti di pubblica utilità (sia riguardo

alle strutture produttive, della scuola e del tempo libero, sia riguardo quelle della fruizione

dell’ambiente naturale).

· Gli aderenti si impegnano a socializzare le proprie iniziative all’ interno e all’ esterno del

FORUM, lavorando per progetti e per aree tematiche. Le iniziative dell’ ASTI SOCIAL

FORUM saranno discusse e promosse dalla assemblea. E’ compito della stessa assemblea

definire il proprio regolamento e i ruoli di rappresentanza dell’Asti Social Forum.

L’appartenenza al FORUM non è vincolante rispetto alle attività di ciascun aderente.

· L’ASTI SOCIAL FORUM si prefigge di favorire la comunicazione attraverso un proprio

sito WEB, l’istituzione di un ufficio stampa e l’utilizzo di linguaggi alternativi.

· La presente Carta d’intenti, operativa sin d’ora, impegna i firmatari, i quali inoltre con senso

di responsabilità contribuiranno finanziariamente, secondo le proprie possibilità, al

funzionamento dell’Asti Social Forum.

Asti, settembre 2001

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CAMPAGNA DI PRE-FINANZIAMENTO DELLE BANDIERE NO TSO

Ciao a tutte/i, quest’estate è stato presentato il progetto di nuova TSO(Tangenziale Sud Ovest), molto simile e impattante.
Il Comitato e la rete che si oppongono al progetto mostruoso hanno preparato le osservazioni, che ne evidenziano i limiti e gli enormi danni.
L’azione tecnica è indispensabile, occorre parallelamente come i No TSO hanno sempre saputo fare unire a questa azione un’azione mediatica e di protesta.
Siamo per troppo tempo stati inascoltati, ostacoliamo un’opera da 400 o 300 milioni di euro e sicuramente no potremmo mettere come contrappeso l’enormità di risorse che hanno i costruttori, la politica delle due istituzioni, ma qualcosa possiamo fare.
Possiamo usare la nostra creatività, per questo abbiamo bisogno del contributo di tutti e dei territori, insomma vi chiediamo “un ‘azione” che investa non in borsa o in opere dannose, ma a difesa del futuro del nostro territorio.
E’ stata progettata una bandiera, dal bravissimo grafico GIAMPIERO MONACA, che ognuno di noi potrà appendere al balcone.

Stiamo iniziando a autofinanziare la campagna.
Ti chiediamo un impegno al prefinanziamento (circa 6 euro), una volta che le bandiere saranno prefinanziate le stamperemo, una volta prenotata la bandiera (costo 6 euro) verrà rilasciato il buono con su scritto dove ritirarla .
La bandiera sarà progettata per stare sui balconi, ma anche per scendere in Piazza.
Durante la tre giorni dei movimenti (30 settembre, 1 , 2 ottobre) avverrà la presentazioni delle ragioni del no e si terrà il 2 ottobre ore 17.30 un’assemblea di tutti i comitati cittadini e associazioni
ambientaliste tra cui il movimento NO TSO

Inoltre annunciamo un incontro e dialogo a due voci tra il movimento NO TAV e NO TSO dal titolo AL DIAVOLO LA TSO E LA TAV il 4 ottobre presso il Diavolo Rosso alle 21.

Posti dove si possono prenotare bandiere NOTSO:

Bottega del mondo-Cooperativa Della Rava e della Fava- Via Cavour 87-Asti

Casa Del Popolo Asti- Via Brofferio
Centro Culturale San Secondo- Via Carducci 22
Cooperativa di Consumo Della Rava e della Fava-Piazza Torino Asti
Il Buon Senso-Alimenti sfusi a Km 0- Corso Torino 147/a
Festa dei movimenti-30 settembre, 1, 2 ottobre presso Via Orfanotrofio- ex mutua

Prossimamente disponibili al:
Bar Novecento-Via Ospedale 14-Asti (di fronte ex Politeama)

INFO 3483625288

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Il TRIBUNALE HA RICONOSCIUTO LO STATO DI NECESSITA’ PER VIA ALLENDE !!!!

Ecco, finalmente, una buona notizia: Il TRIBUNALE HA RICONOSCIUTO LO STATO DI NECESSITA’ PER L’OCCUPAZIONE DI VIA ALLENDE !!!!

Un grande riconoscimento va ai volontari che ogni giorno difendono concretamente i diritti di tutti e che offrono reali soluzioni all’ignavia politica che pervade la nostra città.

E’ una vittoria che deve spronare tutti a sostenere e collaborare nell’impegno quotidiano del Coordinamento Asti Est.

Con impegno.

 

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In lotta per un mondo libero dai veleni

Come molti già sapranno, da domenica scorsa abbiamo iniziato (con Renato,
mio marito) uno sciopero della fame a Torino, davanti alla regione in c.so Stati Uniti per tentare di far modificare le autorizzazioni all’impiego di questi veleni che fanno scomparire le api e che dal 2005 denunciamo come la causa delle nostre perdite.
Dopo anni di segnalazioni, diffide, denuncia in procura non c’è nessuna presa di posizione pubblica salvo quella di trincerarsi dietro al decreto di sospensione per la concia del mais. Peccato che le regioni, compreso il Piemonte, obblighino (con tanto di ordinanze) a trattare contro la flavescenza della vite proprio con un neonicotinoide, che regolarmente troviamo negli alveari.  Quindi da una parte lo si sospende e dall’altra si obbliga a spruzzare. Ad oggi i prodotti autorizati sono più di 50 tutti utilizati nel comparto ortofrutticolo.
Non ce la facciamo più, anche finanziariamente, quindi abbiamo deciso di giocarci l’ultima carta con questa protesta. Non è un problema solo nostro, la perdita delle api è globale e oltre a provocare la perdita di biodiversità, rischia di diventare anche un problema per la salute di tutti perchè ci sono già evidenze scientifiche che lo dimostrano.
Renato provvede ad aggiornare il sito http://www.rfb.it/bastaveleni con
tutto quello che può servire per approfondire, e vi chiederei, se siete
d’accordo, almeno di sotoscrivere l’appello alla pagina delle adesioni.
Allego un documento che stiamo volantinando, che può anche essere
scaricato da sito.
Ringrazio anticipatamente per quanto vorrete e potrete fare,
Marisa

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Di rientro dalla Val Susa ….

Di rientro dalla valsusa…

affumicato come un salmone

ho visto una coscia di un manifestante esplodere squarciata da un lacrimogeno sparato ad altezza uomo,
ho visto un agente appostato a tirare su spettatori inermi (forse perchè infastidito dalle loro riprese.
ho visto sassi di diversi chili volare lanciati da un cavalcavia di 80 metri… e sul cavalcavia c’erano solo tutori dell’ordine…
e sotto c’ero io…
e penso che non pago le tasse per tutto qesto, e non voglio che i nostri ragazzi crescano pensando che la repressione delle opinioni sia dovuta a qualsiasi costo
ho anche visto volare pietre dal lato dei manifestanti (in maglietta felpa e caschetto da cantiere) indirizzate verso plotoni di polizia armati e coperti fino ai denti… a difendere supinamente loschi affari di orribili affaristi
ed ho pensato che io non voglio credere che la nonviolenza rimanga senza strumenti e senza la mia voce, ma che di fronte a un uso impressionante della violenza stupida e sorda….
la forza della nonviolenza a volte risplende di meno
non ho neanche toccato un sasso, nè un bastone… mi sono avvicinato solo alle recinzioni (belle robuste) ed ho gridato  (senza insultare) che il progetto alta velocià a me non piace , è uno spreco di denaro, un insulto all’ambiente ed ad una popolazione, un’ ubriacatura per l’ingordigia e l’egoismo di qualcuno che pensa che arrivare mezz’ora prima  a Parigi o a Lisbona  significhi qualcosa….

mi han gasato….

ho camminato due ore , s

u stretti sentieri di montagna,

fianco a fianco   a dei ragazzi vestiti di nero e condiviso la borraccia e quando è poi stato il momento il malox e il limone…

ragazzi un po’ disorientati, forse, ma in ricerca, un po’ randagi, con gli occhi buoni come i loro cani enormi ed inermi….
un’armata brancaleone che sogna un mondo migliore e pensa che questo possa essere costruito pietra su pietra… anche scagliandola addosso al gigante che non ti ascolta … non condivido il loro metodo, ma mi fanno tanta tenerezza…

Loro sognano e ci mettono i loro giovani corpi, corazzati con materassini e caschi della vespa
Gli altri dall’altra parte, obbediscono,, e riescono  a vestire e liberarsi della loro umanità a comando (perchè penso che, finito il “servizio” anche loro tornino a giocare con i loro figli )..

Ai miei ragazzi insegno a non stare mai zitti e a non rinunciare ai propri diritti… usando la forza della nonviolenza… spero sinceramente che non si trovino mai a essere tra quei ragazzi un po’ randagi e disorientati pulciosetti e sognatori, ma ancor meno tra quegli altri gonfi ed impacciati nelle loro armature…
Ma se proprio doevessi scegliere… augurerei loro qualche pulce!

Giampiero monaca
3383110707

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